Acea. La mossa di Pigliacelli tra ingenuità e ricerca di un posto al sole


Da La Provincia Quotidiano del 10 novembre 2016

di Cesidio Vano

Gli amici dicono che tutto sia dipeso dalla genuinità e dallo spiccato buon senso del personaggio. I nemici sono convinti, invece, che sia solo alla ricerca di un posto al sole, ora che il suo mandato presidenziale è in scadenza. Ad ogni modo, sotto i riflettori, c’è ancora lui: Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio di Frosinone, che si è gettato in prima linea, anima e corpo, tra i sindaci e l’Acea Ato5 per tentare un confronto che aiuti a superare l’ipotesi della risoluzione del contratto di gestione del servizio idrico, evitando così l’ennesimo salasso – perché comunque tale sarebbe – sui conti dei Comuni e le tasche dei cittadini.

Un ruolo che ha portato gli amici a sostenerlo e i nemici a guardarlo quasi in cagnesco dopo che ha promosso, per il prossimo 17 novembre, un incontro pubblico tra amministratori locali (sindaci e consiglieri comunali) e società di gestione, riuscendo ad incassare la disponibilità della Prefettura a svolgere il ruolo di moderatore. In un primo momento aveva escluso la partecipazione dei Comitati per l’acqua pubblica, che spesso esagitano gli animi, ma ora parrebbe che anche le associazioni saranno le benvenute.   

L’iniziativa ha entusiasmato molti ma ha anche lasciato più di qualcuno perplesso. Tra questi ultimi, sicuramente il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, che già in occasione della cerimonia per il 4 Novembre davanti alla Prefettura incontrando Pigliacelli assieme all’ad di Acea Ato5 Paolo Saccani, ha pungolato il primo appellandolo come ‘nuovo presidente di Acea’ e dicendo al secondo, che di Acea Ato5 è davvero il presidente, che comunque poteva collaborare con Pigliacelli, se voleva. Una battuta che ha visto ieri il presidente della Camera di Commercio diffondere una nota stampa in cui sottolinea e spiega: «Le interpretazioni del sindaco Ottaviani, secondo le quali sarei il presidente di Acea, si commentano da sole. L’obiettivo della riunione del 17 novembre è confrontarsi con consiglieri comunali e associazioni per analizzare gli scenari in caso di risoluzione. Con l’obiettivo di evitare stangate ulteriori ai cittadini. Ma è chiaro che se Acea non dovesse rispettare gli impegni, sarei io il “capopopolo” della protesta contro il gestore».

Ottaviani ha ribadito, ieri, che la sua era solo una battuta e che, comunque, non capisce per quale motivo, in questa fase, un problema che caso mai doveva essere affrontato e risolto dalla presidenza dell’Ato5, guidata da Antonio Pompeo, sia invece stato avocato da quella della Camera di commercio, che nulla c’entra. E, effettivamente, la figura di Pompeo ne esce completamente esautorata e messa in disparte.

Ma va ricordato che non è la prima volta che Pigliacelli scende in campo nei momenti cruciali della battaglia tra sindaci e Acea Ato5. Accadde lo stesso nel 2014, quando a luglio l’assemblea dei sindaci doveva decidere se applicare o meno (visto che esisteva il minimo impegnato) il nuovo metodo tariffario in Ciociaria. Applicarlo avrebbe voluto dire aumenti del 19% in due anni. I sindaci decisero a maggioranza per gli aumenti anche se la questione passò in secondo piano davanti a un programma di investimenti da 62 milioni di euro con cui si deviò la discussione. Anche allora, però, non mancavano i contrari e anche allora intervenne Pigliacelli che convinse alcuni sindaci a cambiare posizione.

Il piano passo e anche gli aumenti.

I bene informati raccontano che fu l’ex presidente di Acea Ato5 Ranieri Mamalchi a chiedere a Pigliacelli di cimentarsi in un’utile mediazione, ruolo che lo stesso svolse anche in forza dei buoni rapporti che aveva con l’allora presidente di Acea Spa Giancarlo Cremonesi.

Oggi, a differenza di allora, sia Mamalchi che Cremonesi, per alterne vicende, sono ad anni luce di Acea e non possono essere certo loro gli ispiratori (se ispiratori ci sono) di Pigliacelli.

Allora le ipotesi restano due: o è buon senso o è voglia di un posto al sole.

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