Lazio: “Ogni giorno 22 operai edili perdono il posto di lavoro”


Da La Provincia Quotidiano del 7 luglio 2010

«Il settore delle costruzioni, traino dell’economia del Lazio, è attraversato da una profonda crisi che produrrà i suoi effetti anche nei prossimi anni».
Lo denunciano i segretari generali di Feneal Uil di Roma e del Lazio, Francesco Sannino;
Filca Cisl del Lazio, Stefano Macale; Fillea Cgil di Roma e Lazio, Roberto Cellini.
«I dati sono drammatici – avvertono-: i lavoratori vengono licenziati ogni giorno e le imprese chiudono. Diminuiscono le imprese attive e regolari ed è sempre più alto, mese dopo mese, il numero degli operai che perdono il posto di lavoro: la massa salari diminuisce, le ore ordinarie lavorate sono sempre meno, tutti gli indici della produzione dei materiali collegati al settore sono in calo (cemento, calcestruzzo e laterizi), crolla il numero dei permessi per costruire e quello dei bandi pubblicati. In aumento la crescita della cassa integrazione ed il numero dei lavoratori in nero e gestiti dai caporali».
LA CRISI
Ogni giorno 22 operai edili nel Lazio perdono il posto di lavoro e chiudono 3 imprese edili, ogni mese le ore lavorate dalle maestranze nel Lazio diminuiscono del 9,1% (da una media mensile di 6.507.674 a 5.918.429, con una diminuzione per ognuno dei 6 mesi presi in esame, di 589.245 ore lavorate). Se non si provvederà immediatamente a porre un freno a questa situazione almeno altre 5.800 persone perderanno il posto di lavoro entro un anno. Il calo degli investimenti nel 2009 è stato del 10% rispetto all’anno precedente, nel 2010 il dato sembra destinato a continuare se non peggiorare, il calo delle abitazioni costruite nel 2009 del 17,5% rispetto all’anno precedente, nel primo trimestre del 2010 vi è stato un ulteriore crollo del 16,8%.

LE RICHIESTE
Alle imprese i sindacati chiedono maggiori investimenti e risorse umane sulla bioedilizia, sulla qualificazione delle opere, sulla tutela ambientale.
Alla Pubblica Amministrazione chiedono che sia superato il ricorso sistematico nel ritardo dei pagamenti alle imprese. In questo modo si sottrae liquidità alle imprese di costruzioni impegnate nella realizzazione di opere pubbliche; nuovi investimenti pubblici, anche per la realizzazione di piccole opere spesso bloccate dal patto di stabilità; l’avvio e soprattutto l’attuazione del piano casa per abitazioni ad affitto sostenibile (housing sociale) ed un programma di edilizia economico e popolare per rispondere anche alla domanda di casa delle famiglie; trasparenza in funzione della legalità nelle gare di appalto; lotta all’evasione contributiva e fiscale.
Al Governatore del Lazio chiedono di impegnarsi alla costituzione di un coordinamento di tutti gli organismi di controllo sulla sicurezza; di impegnarsi all’assunzione con fondi appositi di nuovi ispettori SPreSAL con contratto a tempo indeterminato; più risorse economiche a disposizione per la formazione professionale svolta dentro la bilateralità del settore; la realizzazione di almeno una significativa opera pubblica per provincia che costituisca l’ossatura della nuova rete del territorio del Lazio con il resto d’Italia.
Ai capigruppo di tutti i partiti politici della Regione, delle Province, dei Comuni capoluoghi chiedono, in tempi stretti, un incontro per la gravità della situazione descritta.

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