Sanità, tutti i dubbi del Pd


Da La Provincia Quotidiano del 23 giugno 2010

di cesidio vano
Il tema dell’incontro era più che eloquente: «Sanità: dalle promesse ai tagli della Polverini». L’argomento è stato affrontato ieri sera presso l’hotel Memmina di Frosinone. Alla riunione, organizzata dal coordinamento provinciale del Pd di Frosinone in collaborazione con i Giovani Democratici ed i rappresentanti del Forum della sanità, hanno preso parte un centinaio di persone: sostenitori, sindaci, amministratori del territorio e dipendenti Asl impegnati in politica.
Gli interventi principali sono stati svolti dal consigliere regionale Francesco Scalia e dal sindaco del capoluogo Michele Marini. Le conclusioni sono state tratte dal capogruppo regionale del Pd, Esterino Montino.
Il centrosinistra, sia per bocca di Scalia che di Montino, ha riproposto le censure al piano di riordino della rete ospedaliera proposto dalla governatrice Renata Polverini, che già erano emerse all’indomani della presentazione dei 12 decreti che articolano la manovra sanitaria regionale. Scalia ha contestato l’atteggiamento avuto dalla Polverini che, accettando i paletti fissati dal governo nel decreto di sua nomina a commissario ad acta della Sanità – imponendo cioè tempi diversi e più contratti per la predisposizione del piano – ha di fatto comportato, fin dall’origine, il concretizzarsi delle condizioni per l’aumento delle imposte regionali (Irap e Irpef). Forti censure sono state espresse anche per la scelta di suddividere la regione Lazio in 4 macroaree entro cui riequilibrare la gestione sanitaria e raggiungere gli obiettivi imposti dal governo (rapporto posti letto/1000 abitanti pari a 4,5). La Asl di Frosinone è stata così “accorpata” a quella di Roma A e Roma G. Un milione e 400 mila abitanti, dove però le strutture sanitarie sono tutte sul territorio romano. Per Scalia, questo non è stato altro che un espediente per diluire le eccedenze romane nelle deficienze della sanità delle province e tagliare in quest’ultime. Il consigliere regionale ha ricordato come il precedente piano della giunta Marrazzo aveva previsto, proprio per sanare le carenze della sanità ciociara, l’aumento di 170 posti letto, di cui 50 per aprire il nuovo ospedale di Frosinone a cui veniva riconosciuto il Dea II. Il nuovo piano, invece, ricalcolando posti letto sulla macroarea cancella ogni nuovo posto letto ed anzi ne taglia ancora degli altri, ha continuato Scalia.
Il sindaco di Frosinone Marini ha puntato il dito contro la cancellazione dei posti per la riabilitazione a danno delle strutture più piccole della provincia ed invitato alla mobilitazione dei cittadini.
Molto critico anche il presidente dei democratici in regione. Montino ha puntato il dito contro i 2500 posti letto che il piano della Polverini taglia in tutta la regione. Ha ricordato le promesse fatte dal centrodestra in campagna elettorale e le scelte di oggi. Ha attaccato il comportamento del Governo che sta realizzando una manovra fiscale con pesanti tagli a regioni ed enti locali costringendo questi a mettere le mani nelle tasche dei cittadini o sopprimere servizi. Ha parlato dell’ospedale di Frosinone e del rischio che oggi si corre, con il meccanismo delle macroaree, di perdere la qualifica di Dea di 2° livello, visto che nella nuova “zona” individuata dalla regione ci sono già le strutture romane a rappresentare gli stessi servizi.

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