Camera di Commercio presentato il Rapporto Strutturale 2009


Da La Provincia Quotidiano del 19 giugno 2010

di cesidio vano
Ieri mattina, presso la Camera di Commercio di Frosinone sono stati presentati: il Rapporto Strutturale 2009 e il Rapporto sulla capacità attrattiva turistica della Ciociaria. Una “fotografia” dell’economia provinciale che la Camera di Commercio ha scattato in collaborazione con l’Istituto “G. Tagliacarne”.
Nella Sala Convegni della sede di via Roma, i due studi sono stati illustrati dalla relazione del dottor Paolo Cortese, responsabile degli Osservatori economici dell’istituto Tagliacarne che ha analizzato e commentato i Rapporti. I lavori delle convegno sono stati introdotti dal presidente della Camera di Commercio Mario Papetti. I presenti in sala sono intervenuti più volte con domande e riflessioni.
Si è parlato dello scenario economico e delle prospettive di crescita della provincia, esaminando i fattori e le dinamiche economiche per individuare le politiche e le strategie capaci di riattivare il circuito economico. Da un lato, è emerso come la recessione stia allentando la pressione sul sistema economico nazionale, regionale e locale, dall’altro la ripresa è risultata essere debole e discontinua.
Il rapporto strutturale illustra una flessione dell’export provinciale, nel 2009, dovuta essenzialmente al comparto dei prodotti chimici di base (-43,5%), dei prodotti della metallurgia (-58,5%), dei prodotti dell’elettronica da consumo audio e video (-52,5%), delle macchine per impieghi speciali (-39,7%). Tra i settori tradizionali, particolare difficoltà hanno dimostrato, invece, i prodotti tessili (-30,3%). Nell’ambito della domanda esterna, il turismo soffre da sempre l’attrattività della provincia di Roma; infatti, l’indice di concentrazione turistica (rapporto tra arrivi su popolazione residente), indica come il valore della provincia sia pari a poco più della metà rispetto a quello nazionale (Frosinone 90,8%; Italia 159,1%), forse per una qualità ricettiva da migliorare (incidenza alberghi 4 e 5 stelle: Frosinone 9,9%; Italia 14,5%).
Esaminando i tassi caratteristici del mercato del lavoro, si annota come quello di disoccupazione, nel 2009, si sia attestato a Frosinone al 7,4% contro valori regionali e nazionali pari rispettivamente all’8,5% e al 7,8%, testimoniando la capacità della provincia di contenere il numero di disoccupati rispetto a quanto si è manifestato a livello nazionale. Ciò, anche in virtù dell’incremento occupazionale registrato nel settore agricolo. Resta il problema del sommerso e si rivela come in provincia di Frosinone c’è stato un elevato ricorso agli interventi di Cassa Integrazione: il numero di ore di interventi ordinari erogati nel 2009 nel settore industria ammonta al 70% del totale regionale. Inevitabili le conseguenze sulle famiglie che sono ricorse al credito al consumo per sostenere i propri standard di vita: a livello provinciale, infatti, nel 2009, c’è stato un incremento molto consistente del credito alle famiglie (Frosinone +9,8%; Italia +6,8%); incremento realizzato facendo leva sul patrimonio familiare che, nel territorio, si attesta al 78,6% della media nazionale ma che si fonda sulle proprietà di immobili (nel 2008 Frosinone 71,8%; Italia 64%) e che, pertanto, si presta a fornire garanzie creditizie. Il risultato è comunque una flessione del Pil provinciale a prezzi costanti (base 2000) pari al -2,4%, a fronte di una recessione dell’economia nazionale pari al -5%. Il rapporto segnala l’intricato nodo legato al difficile rapporto banca-impresa che da sempre contraddistingue il tessuto locale, unitamente alla necessità di avviare specifiche politiche finalizzate al rilancio di alcuni settori che in futuro potrebbero rivelarsi strategici, come il turismo.
E’ allora opportuno – si propone – puntare al miglioramento della capacità competitiva del territorio, rilanciando le sue vocazioni (si pensi alla potenziale ricchezza apportabile dalla cultura enogastromica ed alle sue interazioni con il turismo religioso e culturale) e predisponendo un sistema di infrastrutture economiche e sociali maggiormente finalizzato ad inserire il sistema territoriale nel contesto internazionale ed alla riduzione delle diseconomie esterne alle imprese.
Oltre ad alimentare la capacità competitiva strutturale, la spesa in infrastrutture potrebbe costituire un valido supporto per le imprese locali anche in un momento come questo, caratterizzato da minore liquidità e irrigidimento del credito. In particolare, la provincia appare carente nella dotazione di quasi tutte le categorie infrastrutturali, tranne per la rete stradale ed autostradale.

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