Tariffa idrica: Iannarilli si risolve a trattare


Da La Provincia Quotidiano del 13 giugno 2010

di cesidio vano
Abbandonata la linea dura, sventolata fino ieri dal presidente Antonello Iannarilli, l’Ato 5 si è risoluto a trattare con Acea per trovare un’intesa sulla gestione del servizio idrico in provincia di Frosinone.
Ieri mattina, infatti, si è riunita la Consulta dei sindaci, organismo consultivo del presidente che ha deliberato di riattivare il tavolo di conciliazione con la società gestrice per definire le questioni riguardanti, essenzialmente, l’importo della tariffa idrica – anche per gli anni passati e per i quali era stata fissata solo provvisoriamente – e la predisposizione di un nuovo piano d’ambito. Un confronto che secondo i più ottimisti potrebbe trovare una “composizione” entro tre/quattro mesi. In sostanza, la Consulta (composta da Iannarilli e sette sindaci) ha messo in atto quanto lo stesso presidente aveva proposto, con un ordine del giorno, l’altro venerdì all’assemblea dei sindaci senza incassarne però l’approvazione, per sopraggiunta mancanza di numero legale. La consulta, dunque, ha deciso in autonomia. E c’è da sperare che tenga nel dovuto conto anche le rassicurazioni che alcuni sindaci avevano voluto aggiungere all’originario ordine del giorno: tutela dei lavoratori Acea, tutela degli oneri concessori dei comuni ecc. La questione in ballo – posta da Acea Ato 5 – è come noto l’adeguamento della tariffa idrica (leggasi “aumento”) ad un importo capace di coprire i costi di gestione, gli eventuali investimenti e le altre spese. Attualmente la tariffa “provvisoria” è di 0,94 euro/mc. Troppo poco per la Spa che chiede sia portata a 1,27 euro (per adesso ma poi dal prossimo anno a 1,50-60) e che ha già chiuso gli ultimi due bilanci con forti perdite tanto che il prossimo 15 giugno (approvazione del consuntivo) sarà indispensabile una ricapitalizzazione. Ricapitalizzazione che, restando le incertezze su una futura e funzionale tariffa, sarà fatta al minimo indispensabile. Questo permetterà di “tirare avanti” e vedere se per il futuro – trovata l’intesa con l’Ato 5 – la gestione del servizio possa tornare ad essere remunerativa così come la legge impone che sia.
Le prime riunioni-confronto tra Consulta e Acea dovrebbero avvenire a breve. L’Ato 5 nominerà propri consulenti esterni per far valutare le carte e capire quanto finora sia stato investito sul territorio e come siano stati spesi i soldi che ora la società vuole “caricare” sui cittadini tramite l’aumento di tariffa. Ci vorrà il tempo che ci vorrà: tre mesi – come detto – per alcuni; fino a dicembre per altri. Una cosa però, ormai appare certa: il costo dell’acqua in provincia di Frosinone non potrà che aumentare: o perché si dovrà convenire con Acea che effettivamente i conti sono quelli da lei prodotti; o perché – non garantendo redditività all’Acea – si dovrà procedere con una nuova gara che, dati alla mano, non potrà che ripartire da importi più elevati.

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