Regione, oggi il piano sanitario


Da La Provincia Quotidiano del 31 maggio 2010

di cesidio vano
Oggi il piano di riordino della sanità laziale dovrà essere consegnato al Governo. I decreti che formeranno il corpus di provvedimenti (tagli, accorpamenti, chiusure di 26 piccoli ospedali) sono stati completati nella giornata di ieri. Anche se fino a sera non erano ancora stati firmati dalla governatrice Renata Polverini che comunque non ama utilizzare il termine “chiusure” a cui preferisce “riconversioni”. In totale ad essere riconvertiti saranno 26 ospedali. Per la provincia di Frosinone si tratterebbe delle strutture di Isola Liri, Atina, Pontecorvo. Altre fonti, invece, indicano come citati nel piano anche gli ospedali di Ferentino, Ceprano, Ceccano
Altri sarebbero quelli di Zagarolo, Rocca Priora, Ronciglione, Montefiascone, Cori, Minturno. L’idea del commissario Polverini è di riconvertire in strutture solo diurne anche gli ospedali di Acquapendente, Policlinico Portuense, Priverno e Gaeta.
La stesura del documento parte dal lavoro già fatto dal vecchio commissario, Elio Guzzanti. In particolare, si sta lavorando sulla parte del piano Guzzanti che parla di riconversione di una serie di piccoli ospedali in presidi territoriali di prossimità, cosa ben differente da un ospedale, con letti a gestione infermieristica, poliambulatori, Rsa e solo in alcuni casi punti di primo soccorso.
Il piano arriverà dunque oggi sul tavolo dei tecnici del ministero dell’Economia e della Salute che dovranno dare il via libera definitivo. Se il piano venisse bocciato, si aprirebbe la strada ad un quasi inevitabile aumento delle aliquote regionali sull’Irpef e sull’Irap già al tetto massimo. Uno scenario al quale Polverini non vuole nemmeno pensare.
Le misure contenute nel documento, per quanto è trapelato finora, prevederebbero un taglio del 4% per cento sul budget complessivo del 2010 per tutte le strutture private accreditate e policlinici. Un risparmio del 10% riguarderà invece il settore della riabilitazione.
Questi ultimi tagli hanno anche lo scopo dichiarato di cercare di sbloccare i fondi Fas (per le aree sottosviluppate) che potrebbero contribuire a chiudere il disavanzo 2009 e quindi scongiurare l’aumento della pressione fiscale. La annunciata chiusura di 26 piccole strutture ospedaliere di provincia sta già creando malumori e proteste.

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