Tutti a tavola per discutere dell’acqua


Da La Provincia Quotidiano del 24 maggio 2010

di Cesidio Vano
Nessun pranzo carbonaro, nessun inciucio, ma un incontro promosso assieme alla Provincia tra sindaci e funzionari Acea Ato5 e Acea Spa per valutare i problemi legati alla gestione del servizio idrico in provincia di Frosinone e alle difficoltà di bilancio della società gestrice se la tariffa idrica per il 2009 resterà quella stabilità lo scorso aprile dopo che l’assemblea dei comuni ha annullato gli aumenti accordati invece nel 2007, per far fronte alle maggiori spese sostenute da Acea Ato5. Un tavolo (all’Hotel Cesari del capoluogo) attorno a cui si sono accomodati, venerdì alle 13, i rappresentanti della Spa (dal presidente, all’amministratore delegato, ad alcuni responsabili romani dell’Acea) ed i primi cittadini e amministratori della provincia di Frosinone. C’erano i sindaci: cesidio Casinelli (Sora); Antonello Antonellis (San Donato); Antonio Cinelli (M.S.G.C.); Giuseppe Moretti (Esperia); Michele Nardone (vice sindaco di Cassino); Modesto Della Rosa (San Giorgio a Liri); Carlo Noto (Anagni); c’era il consigliere di Alatri Giorgio Pongelli, molto vicino al presidente della Provincia Iannarilli; c’era il vicepresidente della Provincia Fabio De Angelis, c’era il consigliere comunale di Frosinone Antonio Galassi, c’era il revisore dei conti Maurizio Ferrante. Una riunione convocata per telefono, in molti casi, la stessa mattina di venerdì, a cui erano stati invitati, ma per altri impegni non sono potuti intervenire, anche i sindaci di Alvito, Duilio Martini, e Rocca D’Arce, Rocco Pantanella. Attorno ad un tavolo imbandito per parlare di gestione idrica, ma anche per mangiare: un primo ed un secondo quasi per tutti, che ogni sindaco ha ordinato menù alla mano. Non è chiaro chi abbia saldato il conto. Di certo molti primi cittadini si sono alzati senza mettere mano al portafogli. L’incontro, comunque, è servito per fare il punto della situazione in cui versa il bilancio dell’Acea Ato 5 dopo che la Consulta a riportato a 0,94 euro a mc la tariffa reale media per il servizio. Un bilancio che rischia ora di chiudere con una ventina di milioni di perdita, a cui seguirebbe l’inevitabile messa in liquidazione. Una tariffa sbagliata per i tecnici di Acea, quella rifissata ad aprile, che non scaturirebbe dal calcolo imposto dalla legge, secondo cui la tariffa deve essere data principalmente dai costi operativi più la remunerazione del capitale investito, ma che fa riferimento ad un valore in vigore 5 anni prima e che non trova riscontro nelle indicazioni normative. Nel corso dell’incontro, i sindaci hanno anche chiesto i dati sugli investimenti fatti ed i costi sostenuti. Dalla società hanno evidenziato che tutti i dati sono stati regolarmente trasmessi alla Sto (la segreteria tecnica organizzativa, braccio operativo dell’Autorità d’ambito) e che gli investimenti fatti sono certificati nei bilanci parimenti trasmessi. Sarebbe spettato alla Sto, eventualmente, contestare ad Acea Ato5, qualora ve ne fossero state, eventuali inadempienze rispetto agli interventi previsti.
Ieri, sull’incontro avuto a pranzo tra sindaci e Acea, è intervenuto con un nota il primo cittadino di San Giovanni Incarico e consigliere provinciale del Pdl, Antonio Salvati, che ha giudicato molto negativamente l’iniziativa della società di riunire a pranzo i sindaci «che, qualche ora dopo – ha scritto -, si sarebbero dovuti riunire per decidere, come scritto nell’odg, “circa i rapporti con l’Acea spa e le iniziative da intraprendere”». Salvati, ha poi ricordato che l’Acea «dopo aver vinto la gara, iniziò ad eccepire che i costi di gestione, previsti nel Piano d’Ambito provinciale, erano più alti del previsto e chiese un aumento delle tariffe». Aumento che Salvati ritiene illegittimo perché «i rischi d’impresa non potevano e non possono ricadere mai sulle tasche dei cittadini».
Prende posizione sulla questione della tariffa anche il sindaco di Monte San Giovanni campano, Antonio Cinelli, che ricorda come Iannarilli, lo scorso 8 aprile, propose una proposta di tariffa provvisoria pari a 0,94 euro/mc d’acqua. «I Sindaci che hanno l’hanno votata – dice -, hanno fatto leva sul presupposto che tale tariffa derivasse da apposito studio, da analisi dell’intera struttura tecnica di supporto e comunque da una puntuale applicazione del contratto stipulato tra le parti al momento dell’aggiudicazione della gara. Solo in data 21 maggio 2010, dopo numerosi solleciti anche del sottoscritto, il presidente Iannarilli ha convocato per la prima volta la Consulta d’ambito che, da quanto si legge sui giornali, avrebbe individuato la tariffa contrattuale per il 2010 ad euro 1,27 comprensiva del tasso d’inflazione programmato ed al netto sia dalle pretese di Acea di maggiori costi e da importi contenuti da transazioni già stipulate, sia dai danni denunciati dai Comuni circa i disservizi e i mancati investimenti sul territorio. Sembra che tale nuova proposta di tariffa provvisoria sarà sottoposta all’Assemblea dei Sindaci per il 7 giugno p.v. Poiché si sta parlando di problemi seri che riguardano tutti i nostri cittadini utenti e tante famiglie di dipendenti, appare necessario operare in modo responsabile senza motivazioni ideologiche o preconcette. Tanto premesso – conclude Cinelli – si invita formalmente l’On. Iannarilli, coadiuvato dalla struttura preposta a produrre per la prossima Assemblea dei Sindaci una proposta di tariffa, anche se provvisoria , che tenga conto delle risultanze della gara e del conseguente contratto stipulato tra le parti, facendo salvo le reciproche pretese circa i mancati investimenti di Acea, i lamentati disservizi ad opera dei nostri cittadini, i pretesi maggiori costi operativi, ecc. Di tali ultime problematiche si potrà aprire un apposito tavolo di conciliazione o dare spazio ai tribunali, dove ognuno potrà far valere le proprie ragioni, non esclusa la risoluzione in danno. La proposta di tariffa dovrà essere supportata da dati, da calcoli, da relazione con apposita sottoscrizione di esperti contabili, qualsiasi altra ipotesi non motivata in modo tecnico-scientifico sarà considerata, per quanto mi riguarda, non ricevibile».

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