Sanità – Scalia: «Ora necessario fare fronte comune»


Da La Provincia Quotidiano del 6 novembre 2010

Un appello ad alleati e avversari politici per fare fronte comune in materia di Sanità. Arriva da Francesco Scalia, consigliere regionale del Pd ed ex presidente della provincia di Frosinone affinché i rappresentanti del territorio ciociaro, a prescindere del colore politico e nessuno escluso, conducano assieme un’azione politica capace di far destinare alla provincia frusinate una parte di quei circa 600 posti letto (che lo stesso Scalia definisce “tesoretto”) ora disponibili tra quelli che la Polverini ha tagliato in più e quelli per “psichiatria” che il Governo non ha accettato nel piano di riordino.
«Che la provincia di Frosinone sia il territorio più penalizzato dall’applicazione del piano sanitario della Polverini è purtroppo fatto indiscutibile. È dunque giunto il momento, mettendo da parte il colore politico ed attuando un’azione realmente trasversale e compatta, che tutti gli esponenti politici locali, di maggioranza e di opposizione, si mobilitino per contenere il danno che questo documento può apportare alla nostra sanità». Scalia la mette così e dopo l’approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera regionale, lancia il suo appello ai rappresentanti istituzionali della provincia, avanzando come anticipato la proposta di un fronte comune che pretenda con forza il recupero di risorse sanitarie a favore del frusinate. «Mi rivolgo al Presidente della provincia Antonello Iannarilli ed ai Consiglieri Regionali di maggioranza – scrive in una nota Scalia -, che ben sanno come la Polverini disponga ancora di un “tesoretto” di circa 600 posti letto per acuti da poter assegnare, di cui 347 corrispondono a quelli tagliati in più rispetto al necessario, e gli altri 240 costituiscono quelli da lei destinati alle cliniche private romane per il servizio di psichiatria e che il Governo le ha rifiutato sulla base dell’ovvia considerazione che in psichiatria non esistono acuzie. Anche solo una parte di questo tesoretto potrebbe impedire la completa deriva dei nostri servizi di assistenza ospedaliera e consentirci di mantenere almeno quanto avevamo, di certo in un’ottica di riorganizzazione e razionalizzazione. Esiste ancora un margine di intervento che, pur non risolvendo i problemi della sanità locale, potrebbe evitare la chiusura definitiva dei nostri ospedali. Ma perché questo avvenga, è necessario spingere la Polverini ad un confronto con Frosinone come territorio, quello peraltro più colpito dalle sue misure e precipitato al di sotto dei livelli essenziali di assistenza sanitaria. Dobbiamo impedire che prevalga la logica del “divide et impera” ed evitare che la Polverini disperda, secondo logiche proprie e non sulla base di dati oggettivi, questa riserva di posti letto su tutta la regione e magari proprio su Roma, già in possesso di un’abnorme offerta ospedaliera. Oggi più che mai bisogna tenere una linea comune che, al di là di qualsiasi bandiera, si proponga la tutela della dotazione sanitaria provinciale».

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