Pdl: «Asse Europa-Regione per lo sviluppo della Ciociaria»


Da La Provincia Quotidiano del 16 ottobre 2010

Unione europea e regione Lazio, l’una faccia all’altra con tanta voglia di collaborare.
Potrebbe essere questa un’efficace sintesi dell’incontro-dibattito, tenutosi ieri sera presso Villa Ecetra a Patrica, e che ha visto protagonisti l’europarlamentare e vicecoordinatore Pdl del Lazio, Alfredo Pallone, e il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, l’uno accanto all’altro, appunto, per discutere del futuro di una regione importante come quella del Lazio e di una provincia che chiede di crescere (almeno quanto ha necessità di crescere) come quella di Frosinone.
Una meta unica: «Quella di fare sistema!», coma ha efficacemente riassunto lo stesso Pallone. Il titolo dell’incontro era “Una regione insieme all’Europa vicina alla gente”, ma i temi poi affrontati sono stati anche altri e tra i più cogenti in questi giorni, come la sanità e lo sviluppo economico. Il dibattito tra i due politici è stato moderato da Massimo Pizzuti, direttore editoriale di Qui Sette e Qui Magazine. Tantissime le persone intervenute, alcune centinaia e non tutte sono riuscite a trovare posto nelle tre salette che ospitavano l’iniziativa. Moltissimi amministratori locali giunti dai vari comuni della provincia e politici del territorio, ma anche tanta gente comune, sostenitori ed elettori del pdl, semplici cittadini. 
«Bisogna cambiare la mentalità, il modo di rapportarsi tra le istituzioni; bisogna pensare come si pensa in Europa» ha detto Pallone illustrando la sua esperienza al parlamento europeo. Una mentalità che spesso manca nelle amministrazioni locali: «Basta vedere – ha sottolineato l’europarlamentare – quanti comuni e province riescono ad accedere ai fondi europei: pochissimi, quasi nessuno al sud». La classe politica è sicuramente inadeguata e il dato viene ribadito da Abbruzzese che aggiunge: «Quando poi ci sono 44 miliardi di euro che non vengono utilizzati, allora il fallimento è chiaro a tutti». Poco prima, Abbruzzese aveva voluto anche ringraziare, ancora una volta, tutti i presenti per il sostegno datogli in campagna elettorale. Si è parlato del “modello Cassino” dell’ottimo lavoro fatto mettendo assieme istituzioni e politica per far crescere l’indotto industriale di quell’area, ricordando il lavoro del Cosilam guidato dallo stesso Abbruzzese. «Modello da imitare – ha detto Pallone – e che Marchionne si sta rinvendendo in Europa». Molto si è parlato di Sanità e delle polemiche di questi giorni contro il piano di riordino della rete ospedaliera varato dalla Polverini. Per Pallone la protesta è stata ideologica e strumentale, mossa dalla sinistra per opportunità. «Voglio sapere – ha detto – che senso ha difendere a tutti i costi strutture che ormai non sono più ospedali e che debbono essere riconvertite per dare spazio invece ai veri ospedali come quello di Frosinone che dovranno garantire la salute dei cittadini con reparti nuovi, efficienti e già previsti (cardiochirugia, chirurgia vascolare, ecc.). Per questo – ha aggiunto – non capisco la protesta del sindaco Marini». Sulla stessa linea d’onda anche Abbruzzese: «Io non ho problemi ad assumermi le responsabilità – ha detto – e a condividere un piano che alla fine eviterà maggiori costi ai cittadini». Alla richiesta del Dea di secondo livello per il Capoluogo, il presidente ha confermato: «Il Dea II a Frosinone è già nelle carte». Da Abbruzzese anche una forte autocritica e critica al Pdl provinciale: «La politica deve tornare ad essere – ha detto – un cuscinetto tra i cittadini e le istituzioni per risolvere i problemi della gente. Questo non è sempre accaduto a Frosinone». Si è parlato della necessità di trovare assieme idee nuove per questa provincia. Si sono posti quesiti sull’Aeroporto e sull’Interporto, progetto quest’ultimo, di cui si parla senza risultati da oltre 20 anni. Un passaggio focale e più volte ripreso dai due politici è stato quello relativo al varo della riforma federale. Il federalismo cambierà necessariamente il modo di fare politica e di amministrare: «Si passerà dalla spesa storica per cui se hai sempre speso 100, io Stato di dò 100 più l’inflazione – ha detto Abbruzzese – alla spesa standard per cui se le cose si possono fare con 50 anche tu devi farle con 50. Si passerà alla responsabilità dell’esazione delle imposte ed alla loro gestione». Sfide che debbono essere vinte e che possono rappresentare un punto di svolta per una provincia affamata di sviluppo come quella ciociara ed una regione che vuole riscattarsi come il Lazio. E c’è l’Europa pronta a darci una mano.

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