Provincia, Il tesoretto “dimenticato”


Da La Provincia Quotidiano del 12 ottobre 2010

Oltre centomila euro di debiti fuori bilancio. Molti risalenti a vicende vecchie di anni ed anni, alcuni più attuali. Ma anche 1,6 milioni di euro di maggiori entrate. Soldi “dimenticati” sui conti correnti postali e non riversati al tesoriere.
Ieri sera, il consiglio provinciale di Frosinone ha approvato la delibera che attesta la salvaguardia degli equilibri di bilancio. L’assise ha dovuto riconoscere e far fronte ad alcuni debiti non iscritti in bilancio ma ha anche potuto recuperare oltre un milione e mezzo di euro che erano rimasti fermi su conti correnti intestati all’ente e che non erano stati trasferiti alla banca tesoriere ed inseriti in bilancio. 
Attestazione degli equilibri di bilancio è prevista obbligatoriamente della normativa. Le assisi, cioè – entro settembre ma poi ci sono 20 giorni di proroga -, debbono procedere ad una ricognizione del bilancio per verificare se le entrate stimate e le spese previste garantiscano il pareggio imposto dalla legge. Se così non fosse, occorre adottare delle manovre correttive. I provincia hanno così accertato che ci sono debiti esigibili e sentenze che condannano l’ente a versare determinate somme, non previste in bilancio, alla quali si è dovuto trovare copertura economica.
Sono in tutto 10 le nuove voci che pesano sulle uscite: due sentenze del tribunale civile di Frosinone che riconoscono ad una cooperativa di costruzione e ad un’altra ditta edile rispettivamente 16.462,65 euro e 15.623,77 per interventi non pagati. Un’altra parte del debito è rappresentato da oltre 3 mila euro di fotocopie non pagate fatte presso un centro copie del capoluogo e fatturate nel settembre 2009. Poi c’è il capitolo delle cause di lavoro che vedono la provincia condannata dal giudice a pagare ad alcuni propri dipendenti somme in più dovute o al riconoscimento di mansioni superiori, o all’adeguamento di retribuzione o al riconoscimento del servizio full-time. Sono in questo caso quattro i dispositivi della magistratura che l’ente deve onorare per oltre 65 mila euro. Ancora: altri 3.400 euro vanno riconosciuti per interessi moratori ad una ditta di Genova dovuti per il tardato pagamento di alcune fatture (anno 2009). Poi ci sono ancora i compensi dovuti al legale che ha curato la difesa in diverse cause circa 4.000 euro. In tutto, i debiti a cui mettere una pezza sono, come detto, 104.530,10 che l’ente intende coprire con le risorse appostate al capitolo 9504 del bilancio.

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