L’INTERVISTA – Foglietta: «Io con Fini? Per adesso sto a guardare…»


Da La Provincia Quotidiano del 18 settembre 2010

A volte ritornano. Ma lui giura di non essere mai partito. E del resto è stato il primo, dall’Udc dove è approdato due anni fa, a solidarizzare con Gianfranco Fini dopo la rottura, a luglio, tra il cofondatore ed il leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi.
Su Fini, Alessandro Foglietta l’ha sempre pensata allo stesso modo: ampia condivisione di idee. E chiama a testimoni la sua lunga storia politica e l’amicizia con Gianfranco già da militanti nel Fronte della gioventù, poi nel Msi e quindi in An. Poi pure nel Pdl dove, però, in occasioni delle provinciali del 2008, il sindaco di Supino ed ex europarlamentare ha “scoperto”, fino a rompere con il partito, “l’arroganza e prepotenza” che anche il suo amico Fini rileverà un paio di anni dopo, in un contesto politico certo più elevato.
Dunque, cosa c’è di vero nelle voci che vogliono presto Alesandro Foglietta arruolato nelle fila dei finiani?
«Per adesso – risponde l’interessato – posso dire che sto seguendo con attenzione l’evolversi della situazione politica nazionale e il ruolo di Futuro e libertà. Del resto ho sempre condiviso le posizioni di Gianfranco Fini che ha espresso con toni legittimi un disagio vero e difficoltà altrettanto vere nel Pdl». Cose che Foglietta, come anticipato, ha sperimentato di persona. «Le stesse difficoltà – aggiunge – che io ho trovato nel Pdl in questa provincia e che mi hanno spinto nel 2008 all’esperienza con la lista Ribellati Ciociaria». Erano, come detto, le elezioni provinciali, Foglietta si scontrò con i notabili del Pdl, la rottura fu definitiva e l’ex parlamentare europeo lasciò il Popolo delle libertà per approdare al Terzo polo, prima, ed all’Udc, poi, (con la candidatura alle regionali la scorsa primavera). «Fini – sottolinea Foglietta – per la sua scelta e le sue posizioni è stato oggetto e lo è quotidianamente di un’accanita campagna stampa. A me, quando lasciai il Pdl, è accaduta la stessa identica cosa qui in Ciociaria, perché è vero che in quel partito c’è uno solo che deve comandare e tutti gli altri che si debbono adeguare». Una cosa però è certa: «Non rientrerò mai nel Pdl» dice Foglietta che potrebbe, dunque, imboccare, sì, la strada di Futuro e libertà ma solo se sarà cosa altra dalle vicende del Popolo delle libertà che Foglietta, dopo l’uscita dei finiani, così liquida: «è solo una Forza Italia allargata, come giustamente ha detto Fini».
Insomma, la sintonia con il progetto di Futuro e libertà c’è tutta, manca il passo ufficiale, o meglio: forse non è ancora il momento politico giusto per muoversi.

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