Pallone: «La mia battaglia in difesa della lingua italiana»


Da La Provincia Quotidiano del 17 settembre 2010

Un lavoro attento, puntuale ma soprattutto condotto sempre in difesa dell’Italia, degli interessi nazionali e della nostra Cultura. E’ quello che quotidianamente sta svolgendo al parlamento europeo, l’eurodeputato Alfredo Pallone e portavoce della delegazione del Pdl a Bruxelles che negli ultimi giorni si è distinto per la battaglia tenacemente condotta a difesa della lingua italiana che la Commissione europea vuole escludere tra quelle ammesse per la redazione delle istanze tese ad ottenere il riconoscimento del brevetto europeo. Stando alla proposta di regolamento presentata, infatti, la Commissione intende ridurre le lingue ammissibili. Dovrebbero “passare” solo il tedesco, il francese e l’inglese. Tra le ragioni addotte spicca quella della riduzione dei costi e della rapidità del processo di valutazione. L’iniziativa è subito stata oggetto di un’interrogazione che l’on. Pallone ha rivolto alla Commissione europea, ricordando da una parte «il dato relativo alla diffusione di altre lingue a livello europeo e mondiale, come l’italiano o lo spagnolo o il portoghese» e annotando come «la traduzione del brevetto in tutte le lingue tuteli sia l’inventore da eventuali contraffazioni sia il consumatore o l’utente finale». Ancora, Pallone ha sottolineato che «le lingue ufficiali dell’Unione europea risultano essere 23, quelle dei 27 Stati membri dell’Unione» e ha chiesto se la Commissione non ritenesse «che questo trattamento sia discriminatorio e in violazione dei vigenti trattati per tutti coloro i quali non sono madrelingua tedesca, francese o inglese? In secondo luogo, se l’obiettivo è la riduzione dei costi legati alla traduzione, si è tenuto conto di quelli di cui dovranno farsi carico i cittadini degli Stati europei non di lingua tedesca, francese e inglese?».
«Ho provveduto ad informare immediatamente il Ministro degli Esteri Frattini di questa preoccupante situazione – ha dichiarato l’on. Pallone – Scegliere, come ha fatto la Commissione Europea, tre lingue ufficiali ed escludere tutte le altre, è profondamente discriminatorio per tutti quei cittadini, imprenditori e ricercatori europei che dovranno sopportare dei costi aggiuntivi per le traduzioni e che comunque saranno penalizzati dall’allungarsi dei tempi delle procedure di brevetto. Il non poter utilizzare la propria lingua madre nell’accesso ad uno strumento fondamentale per l’impresa e la ricerca come quello del brevetto è un handicap grave che non può essere sottovalutato e che costituisce un ingiustificato vantaggio competitivo per le imprese di quei Paesi che utilizzano il Francese, l’Inglese o il Tedesco – ha continuato -. La Commissione nella sua risposta alla mia interrogazione fornisce indirettamente la prova della evidente incongruità di questa scelta: se bisogna essere competitivi con gli Stati Uniti e tagliare i costi della procedura di brevetto europeo perché allora non è stato scelto solo l’inglese? Sia chiaro, la lotta per la difesa dell’Italiano in sede Europea non finisce qui e resterà sempre una nostra priorità» ha concluso l’On. Alfredo Pallone.
Nei giorni scorsi, inoltre, l’eurodeputato è nuovamente intervenuto in difesa degli interessi nazionali. Lo ha fatto ricordando la “battaglia” in al parlamento europeo “Sulla qualità dell’indebitamento degli Stati membri”. «La scelta di determinati parametri di classificazione – ha spiegato Pallone – produce risultati sugli investimenti di capitali e sulla possibilità di alienare sul mercato internazionale il debito nazionale dei singoli Stati. Non possiamo accettare che si determini una classificazione del debito nazionale in base al solo rating attribuito. L’Italia, che ha un debito pubblico elevato ha invece un tasso di debito privato molto basso. Il nostro è un Paese sano – ha insistito l’onorevole – soprattutto grazie al risparmio dei suoi cittadini. Per questo una classificazione basata esclusivamente sul debito pubblico non riflette lo stato reale della nostra economia che è invece stabile e sicura per gli investitori internazionali. Nel corso di una votazione in seno alla Commissione Economica del Parlamento, ho fatto in modo che tale linea non passasse, opponendomi strenuamente per evitare che venissero stabiliti questi criteri. E’ stato, invece, deciso che sarà la Commissione Europea, l’organo incaricato a definire i criteri per classificare il debito sovrano di alta qualità» ha concluso il portavoce della delegazione Pdl al Parlamento Europeo.

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