Lazio da record: in 7 anni gli “invalidi” sono quasi raddoppiati


Da La Provincia Quotidiano del 4 luglio 2010

Une regione che nel giro di sette anni ha visto il numero di “invalidi” quasi raddoppiare. O meglio, a duplicarsi sono stati i numeri di indennità e pensioni erogate a soggetti certificati affetti da qualche patologia invalidante. Parliamo della regione Lazio, dove dal 2003 al 2010, le indennità riconosciute agli invalidi sono passate da 87.988 a 188.416 e le pensioni di invalidità da 57.922 a 85.135.
Sono i dati rivelati dal Governo nella relazione al Parlamento, depositata lo scorso 30 giugno, in merito allo stato di attuazione del federalismo fiscale. Lo stesso documento, per capirci, che accusa le regioni del Mezzogiorno di non sfruttare i fondi europei messi a disposizione (su 44 miliardi stanziati per il programma 2007-2013, a metà del percorso, sono stati impegnati solo 3,6 miliardi!) e che l’altro ieri è stato alla base dello sfogo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti che, davanti alle proteste dei governatori regionali per i tagli imposti dalla manovra, ha parlato di «cialtronaggine di chi ha i soldi e non li spende».
Bene, proprio dopo quel report sui fondi europei lasciati “marcire”, nella relazione al Parlamento il governo affonda un altro colpo ai cattivi costumi delle regioni. Nel mirino finiscono le cosiddette “pensioni di invalidità”: «Per effetto del trasferimento di piene competenze in materia di assistenza sociale (in base al Titolo V) il numero degli invalidi civili è quasi di colpo passato dal 3,3% al 4,7% della popolazione. La spesa corrente è quasi di colpo passata da 6 a 16 miliardi di euro. Escluso che in così breve periodo di tempo ci sia stata in Italia una mutazione strutturale sociale così forte, nella forma della proliferazione su vasta scala di patologie invalidanti, è evidente che la causa del fenomeno è stata una causa politica. Una causa rispetto alla quale il ruolo non positivo delle Regioni è stato non marginale».
Insomma, da quando a gestire “l’invalidità” non è più una struttura centralizzata ma decentrata e sottoposta a verifiche locali, ecco che il numero degli invalidi ha fatto un poderoso salto in avanti. Tanto i riconoscimenti sono regionali ed a pagare poi è lo stato centrale. Come se non fossero soldi di tutti i cittadini.
Tornando alla nostra regione, il numero di prestazioni (indennità e/o pensione) sono passati da 145.000 a 273.000 in sette anni, a fronte di una popolazione che è rimasta essenzialmente la stessa (5.145.805 abitanti nel 2003, contro gli attuali 5.626.710). In termini percentuali le erogazioni di indennità, che nel Lazio rappresentavano sette anni fa l’1,7%, sono passate al 3.3 del 2010; le pensioni dal 1,1% al 1,5%. Sicuramente tanti casi legittimi di gente che ha diritto e necessità ad assistenza e sostegno, ma anche tanti, tantissimi casi – come spesso le cronache raccontano – invalidi “di professione”.

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