Regione: «Sopprimiamo le comunità montane!»


Da La Provincia Quotidiano del 18 giugno 2010

di cesidio vano
«Sopprimiamo le comunità montane. Risparmieremo oltre 10 milioni di euro all’anno». La proposta è dell’assessore regionale agli Enti locali, Giuseppe Cangemi che si dice intenzionato a chiudere i 22 enti montani presenti nel Lazio «perché – dice – di montano nella nostra regione c’è poco» e perché è intenzionato a «sopprimere gli enti inutili». Il gruppo regionale Lista Polverini terrà una conferenza stampa, questa mattina alle 11.30, presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale, per illustrare le linee principali della proposta di legge regionale che prevede l’eliminazione delle Comunità Montane del Lazio. A chiusura della relazione che introduce a proposta si legge: «le comunità montane spesso si sono dimostrate incapaci di perseguire e raggiungere gli scopi per cui erano nate, trasformandosi in sovrastrutture burocratiche». Le comunità montane non saranno d’accordo e le polemiche già si annunciano numerose. L’idea di Cangemi e della maggioranza alla guida della regione, va detto poi, non è neanche originale. In 39 anni di esistenza (le comunità montane sono nate nel 1971 con la legge 1102) più volte le istituzioni hanno “attentato” alla vita degli enti montani. Ma loro, dalle Alpi Giulie all’Appennino calabro, sono sempre là. L’ultimo tentativo di smantellare le comunità montane c’è stato con la legge Finanziaria del 2008 che imponeva alle regioni tagli alle spese ed un complessivo riordino (con riduzione di enti). Nel Lazio ci si è limitati a fare una “leggina” che ha fissato norme provvisorie per il contenimento delle spese in attesa di una legge – che però il consiglio regionale non ha mai discusso – di definitivo e completo riassetto. Il risultato, ad oggi, è che da due anni gli enti montani continuano ad essere tutti lì. Sopravvivono in attesa di sapere di cosa debbono morire, guidati dai presidenti nel frattempo trasformati in commissari e quindi sottratti anche al controllo politico dei rappresentanti comunali. Tutto è fermo tranne le spese, perché quelle continuano ad esserci. «E’ già in corso uno studio sulle comunità montane» ha annunciato Cangemi. «So che finirò alla gogna per questo» ha aggiunto l’assessore che però promette di non lasciare soli i comuni, soprattutto i più piccoli. Lo scorso anno, contro le irriducibili Comunità montane, si era mosso anche il Governo che con la legge di bilancio ha dato facoltà alle regione di sopprimerle definitivamente ed ha chiarito che comunque lo Stato non parteciperà più al loro finanziamento. Se la vedano le regioni, insomma. Sempre sul fronte degli enti montani, inoltre, è intervenuto anche il ministro dell’Economia Tremonti che con la manovra di riequilibrio dei conti pubblici ha cancellato ogni indennità ed emolumento per i componenti degli organi amministrativi di tali soggetti territoriali. Le Comunità montane della provincia di Frosinone sono la XII “Monti Ernici”; la XIV “Valle di Comino”; la XIX “L’Arco degli Aurunci”; la XV “Valle del Liri”; la XVI “Grandi Monti Ausoni”; la XXI “Monti Lepini Ausoni e Vailiva”.

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