Ispezione: tutti i “guai” della Provincia di Frosinone


Da La Provincia Quotidiano del 29 maggio 2010

di cesidio vano
Una relazione di 238 pagine e 120 allegati per un totale che raggiunge quasi le 850 pagine.
E’ il documento redatto dall’ispettore della Ragioneria generale dello Stato che ha effettuato una verifica amministrativa contabile sui bilanci dell’amministrazione provinciale dal 2004 al 2009. Verifica chiesta dall’attuale presidente della provincia, Antonello Iannarilli (Pdl), subito dopo il suo insediamento nel giugno 2009 nell’ente guidato, negli ultimi 10 anni, da Francesco Scalia (Pd).
La verifica evidenzia, a detta dell’ispettore del ministero delle Finanze – come già scritto ieri su queste colonne -, numerose irregolarità, ambiguità e violazioni nell’applicazione di norme in materia contabile ed amministrativa. Ecco nel dettaglio ulteriori contestazioni mosse all’ente a seguito all’ispezione.
BILANCI
E PATTO DI STABILITÀ

Negli anni dal 2004 al 2008, si apprende dalla relazione, la Provincia avrebbe solo formalmente rispettato il patto di stabilità. Tale buon risultato sarebbe stato conseguito con l’iscrizione di spese non nei capitoli dove dovevano essere per loro natura destinate, ma erroneamente in altri (il Titolo IV – per conto terzi, ad esempio) che le sottraevano quindi al computo per la verifica del contenimento delle uscite. Tale artificio, avrebbe successivamente consentito alla Provincia, quale ente virtuoso, di procedere con investimenti, spese ed assunzioni che il non rispetto del patto di stabilità avrebbe di fatto vietato. Nei bilanci degli stessi anni, inoltre, sono risultati iscritti e riportati residui attivi e passivi (cioè entrate o spese previste ed impegnate negli anni precedenti ma non ancora completate) molto vecchie nel tempo e quindi, spesso, o non più esigibili (se crediti) o non più verosimilmente necessarie (se debiti).
I PAGAMENTI
Nella relazione si contesta all’ente di aver effettuato pagamenti riferiti a spese per l’esercizio finanziario in quel momento in corso, attingendo però a somme stanziate in anni precedenti (e non utilizzate) anche per altre finalità, violando così il principio di competenza del bilancio (cioè le spese fatte nell’anno X debbono trovare copertura finanziaria nei capitoli di spesa dell’anno X). Nel mirino delle contestazioni anche il metodo – di fatto inesistente – con cui venivano effettuate le verifiche dei residui attivi o passivi reiscritti annualmente in bilancio senza motivazioni o spiegazioni della loro esigenza.
FROSINONE FORMAZIONE
Da queste colonne (La Provincia 18 aprile 2010), abbiamo già scritto come l’Agenzia Frosinone Formazione, azienda speciale della Provincia, abbia conti in rosso per 5-7 milioni di euro. Nella stessa relazione di verifica contabile si dice che «non è possibile rilevare l’esposizione dell’ente (provincia) nei confronti delle società partecipate, in particolare dell’Agenzia Frosinone Formazione». In sostanza, per il modo in cui è stata tenuta la contabilità dei pagamenti e delle anticipazioni «non è possibile – dice l’ispettore – quantificare il saldo e raffrontarlo con quello riportato nel bilancio dell’Agenzia». Tra i due soggetti esistono inoltre rilevanti problematiche e tra le due contabilità ci sarebbero già, ad una prima verifica, circa 700.000 euro di differenza… «la situazione finanziaria dell’Agenzia – si legge inoltre nella relazione – appare estremamente preoccupante» visti i notevoli debiti insoluti nei confronti dell’erario, degli istituti previdenziali e del tesoriere. Noi aggiungiamo anche di molti borsisti e docenti.
L’IDEBITAMENTO
ED UNA BUONA NOTIZIA

A gennaio 2010, inizio verifica contabile, la provincia aveva accesi 258 mutui presso la Cassa Depositi e prestito, e banche. Dal 2005 al 2009 i mutui accesi sono stati 51 per complessivi 38.874.123,17 euro di prestito. Quello che però l’ispezione contesta è che l’ente provinciale continua ad accendere nuovi prestiti senza utilizzare completamente quelli già disponibili. Ovvero, l’ente non avrebbe proceduto, come la legge impone, ad una verifica di somme residue per mutui già concessi e ad utilizzare quelle per altre opere. Una tale verifica – fatta dall’ispettore – avrebbe fatto “racimolare” alla provincia qualcosa come quasi 20 milioni di euro, soldi concessi all’ente ma non utilizzati e per i quali comunque si pagano gli interessi.
MUTUI PER MANUTENZIONI
Su un punto particolare si è soffermata l’attenzione dell’ispettore delle Finanze. Alcuni mutui accesi dall’ente, infatti, apparivano singolari: concessi nello stesso giorno e per importi uguali e per somme modeste (300.000 euro). In sintesi si trattava di prestiti chiesti alla Cassa DD.PP. per svolgere lavori di ribitumatura di alcune strade provinciali o sistemare una caldaia. Interventi che secondo le contestazioni sarebbero dovuti rientrare tra l’ordinaria manutenzione e non certo tra gli “investimenti” per i quali, solo, è possibile indebitare l’ente.
LE SPESE E IL PERSONALE
Nella relazione si ricostruiscono le spese sostenute nei vari anni dall’ente per il personale e si contesta il mancato rispetto dei vincoli posti dalla legge. Si ripercorrono le vicende della Multiservizi Spa, della Servizi Vari Srl e di rapporti con la Cooperativa Ecoopro Scrl, contestando anche qui contrasti con la normativa e l’affidamento di mansioni o servizi a terzi soggetti che concernevano invece compiti “tipici del personale dipendente”. Per tali affidamenti l’ente ha pagato nel periodo 2002-2009 ad un solo soggetto fino a 3.000.000 di euro “mediante mandati estinti per contanti dal tesoriere”.
Diverse pagine della relazione sono dedicate alla gestione dei fondi per il personale ed alla cosiddetta contrattazione collettiva decentrata. Anche in questo caso vengono sollevate contestazioni e rilievi sulla regolarità di quanto operato. Contestazioni che seguono anche su come il fondo per il personale è stato utilizzato, ad esempio, per le incentivazioni e la produttività. In particolare, l’ispezione censura le indennità pagate indiscriminatamente alle cosiddette “posizioni organizzative”. Maggiori somme in busta paga, cioè, che spetterebbero ai dipendenti con tale qualifica al raggiungimento di un prefissato obiettivo. Il problema, però, sarebbe nel fatto che tale obiettivo è del tutto generico e il suo raggiungimento non sarebbe successivamente evidenziato. Stando a quanto scritto in relazione parrebbe che le posizioni organizzative venivano incentivate per fare il loro ordinario lavoro…
DIPENDENTI E PROMOZIONI
La progressione orizzontale (cioè la promozione di un dipendente all’interno della stessa qualifica) è stata utilizzata più volte in provincia negli anni esaminati. La relazione rileva l’assenza di qualsiasi motivazione e metodologia valutativa per il beneficio accordato indiscriminatamente a tutti i dipendenti ai quali si richiedeva solo una certa anzianità di servizio. Eppure si tratta di progressioni economiche che vanno a premiare il dipendente. La relazione censura anche gli incentivi dati a personale dell’ente per progettazioni interne (pagate il 25% in più secondo la relazione) e per cause giudiziare.
Censure sono state operate anche all’utilizzo della “progressione verticale” (cioè la promozione di un dipendente ad una qualifica superiore). In particolare l’ente – stando alla relazione – avrebbe dovuto riservare la metà dei posti a concorso esterno e non occupare gli stessi sono mediante selezione operata tra i lavoratori interni alla provincia.
L’ATO5
La relazione ricorda che l’Ambito territoriale ottimale non è un ente giuridico a se stante ma, poiché gestito dalla provincia sulla scorta di convenzioni con i comuni, un semplice servizio (ufficio) dell’ente provinciale. Quindi, l’ispezione contesta il pagamento di maggiori compensi al personale lì allocato non provenienti dal fondo accessorio. Per l’ente, invece, si tratterebbe di una struttura autonoma (elemento contestato dall’ispezione) ed ai dipendenti lì assegnati verrebbe riconosciuto un particolare agio… Simili “riconoscimenti”, l’ente ha versato negli stessi anni anche a dipendenti coinvolti in particolari progetti finanziati dall’Europa. Per l’ispettore delle finanze, però, tale lavoro svolto rientrava nei compiti ordinari del personale già per quelli pagato.
COMPENSI
AL PRESIDENTE

Con la relazione si contestano anche indennità e gettoni pagati negli anni in esame al presidente della provincia quale responsabile del Patto Territoriale e componente della Consulta Ato 5. Per l’ispettore delle Finanze tali compensi sarebbero in contrasto con la norma che vieta agli amministratori pubblici che già ricevono un’indennità per la loro carica (presidente di provincia in questo caso) di ricevere ulteriori pagamenti per le attività svolte per quella stessa carica. Stesso meccanismo, per la presenza alle commissioni, è stato utilizzato negli anni con i dipendenti dell’ente e parimenti censurato nella redazione.
STABILIZZAZIONE
DI PERSONALE

Giudizio positivo per diverse procedure portate a termine dalla provincia, dubbi invece vengono espressi nella relazione in merito alla stabilizzazione di 59 cantieristi.
SOMMINISTRAZIONE
LAVORO

Sin dal 2002 la provincia ha fatto ricorso alla fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo causa le carenze di organico. Fornitura che sarebbe dovuta durare il tempo di predisporre i concorsi pubblici. E’ durata fino al 2008 e – secondo le contestazioni nella relazione – per un numero di lavoratori ben superiori a quelli ammissibili dalla situazione dell’ente. L’ultimo contratto (settembre 2008) prevede 3 anni di durata e 4 milioni di euro di spesa.
I DIRIGENTI
Nella relazione si contesta il riconoscimento ai dirigenti dell’ente di maggiorazioni stipendiali in caso di assegnazioni di ulteriori specifici obiettivi. In alcuni casi le somme pagate avrebbero superato le disponibilità del fondo in bilancio a ciò destinato. A riguardo, inoltre, nella relazione si ricorda il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale che dovrebbe escludere il pagamento di qualsiasi ulteriore emolumento. Inoltre, nella relazione si contesta ancora l’eccessivo numero di dirigenze esterne affidate negli anni, compreso anche il 2009 (gestione Iannarilli). Infine, altri rilievi vengono posti agli stipendi ed altri diritti pagati negli anni in questione a segretario generale, vicesegretario e componenti nucleo di valutazione.
APPALTI
La relazione si occupa anche degli affidamenti di appalti effettuati dalla provincia. A volte con giudizio positivo, a volte con censure mosse all’operato dell’ente. In particolare, con censure rispetto all’utilizzo, non ben regolamentato dall’ente, di procedure negoziate o affidamento diretto. Censure simili sono state mosse al conferimento di progettazioni esterne. L’ente, inoltre, non avrebbe avviato le procedure per l’applicazione delle penali in casi di lavori pubblici completati dall’appaltatore oltre la data stabilita dal contratto.

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